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lunedì 18 aprile 2016

Il Lapis Niger

Cosa é questo anonimo blocco con lettere latine intagliate sulla sua superficie? Si trova all'interno della Sezione Epigrafica del Museo delle Terme di Diocleziano, e si tratta di una copia della cosiddetta Lapis Niger. Cosa è? Si trattava di un'area particolarmente sacra per i Romani, comprendente uno spazio recintato in marmo e con il pavimento completamente nero, da cui si poteva accedere ad un'area sotterranea dove campeggiava questo blocco. Le scritte riportano una maledizione, che avrebbe colpito tutti coloro che fossero entrati nell'area sacra. Ma cosa conteneva questo spazio maledetto? C'é chi dice la tomba di Faustolo, il pastore che scoprì i due Gemelli Remo e Romolo, o c'è chi protende per la tomba di Romolo stesso. Se oggi andate nel Foro Romano, davanti alla Curia, noterete degli scavi in corso, dove l'originaria Lapis Niger é stata trovata. Leggenda o meno, quell'area sacra risale al VI secolo a.C. #Roma #LapisNiger #archeologia #Romolo #Rome

giovedì 24 marzo 2016

Il Foro di Augusto

Foto del #ForodiAugusto, la piazza pubblica voluta dal princeps di #Roma per dare alla città un segno della sua benevolenza e...non solo! Immaginate una grande piazza lastricata in marmo, circondata da una fila di colonne e fiancheggiata da due enormi esedre (sezioni semicircolari) che ospitavano delle statue di Romolo ed Enea (progenitori dei Romani). Inoltre sullo sfondo il Tempio di Marte ricordava a #Roma l'importanza della guerra come motore sociale e necessità per portare la civiltà ovunque. Un messaggio chiaro al nuovo Impero di Roma. Infine, piccola curiosità: dietro il tempio sorgeva, e si vede ancora, un grande muro che divideva l'area del Foro dalla Suburra, il quartiere più popoloso, e pericoloso, di Roma. Un modo come un altro per evitare che i numerosi incendi che scoppiavano nella Suburra arrivassero nel Foro. Ma, anche, un chiaro simbolo di demarcazione sociale... #Rome #Augusto#Impero #archeologia

domenica 6 marzo 2016

La bellezza di Roma

Una foto di una #Roma che ha attraversato i secoli ed i millenni, cambiando e facendo la Storia! Una Roma con i suoi Fori, centro pubblico e civile della Caput Mundi, come i resti del Foro di Cesare in primo piano. Una Roma culla del Cristianesimo, come si vede dalla muratura dell'Ara Coeli, basilica dalle origine mitiche e profetiche che, secondo la tradizione, sorse a seguito dell'apparizione di una Sibilla ad Augusto, che venne avvisato dell'arrivo del figlio di Dio. Ed una Roma Capitale d'Italia, simboleggiata dal Vittoriano, monumento con diverse destinazioni d'uso che campeggia sul cielo ed il territorio della Città Eterna...#Rome #Vittoriano #basilica #Foro #Cesare#archeologia


venerdì 4 marzo 2016

Dettaglio Foro Nerva

Un dettaglio del #Foro di Nerva, conosciuto anche come Forum Transitorium in quanto é composto da un semplice corridoio porticato che mette in collegamento i due Fori precedenti ad esso, quello di#Augusto e quello della Pace. Questo foro fu realizzato dal predecessore di Nerva (che lo completò solamente), Domiziano, il quale volle utilizzare quello spazio per le esecuzioni pubbliche. Per tale ragione c'é un fregio che corre lungo tutto il perimetro del Foro, che rappresenta scene del mito di Aracne, che sfidò gli Dei adducendo che lei era la più brava filatrice del mondo. Per questo venne trasformata in un ragno, condannata a tessere ragnatele per l'eternità. Chiaro monito no? :-) #Roma #archeologia #Nerva #Rome


lunedì 15 febbraio 2016

Il Foro di Cesare

 
Questa è una ricostruzione grafica del Foro di Cesare, il primo Foro chiaramente a carattere politico e propagandistico! I lavori cominciarono attorno al 50 a.C., quando Cesare era già famosissimo a Roma, essendo stato, tra le altre cose, anche edile e pontefice massimo. Ma, soprattutto, Cesare era amatissimo dal popolo per le sue straordinarie doti di generale e stratega, che dimostrò bene negli anni delle Guerre Galliche e nei numerosi assedi e battaglie vinte. Ben voluto dal popolo anche per le sue riforme dal carattere popolare, volto soprattutto a riportare in auge antiche tradizioni e nuovi diritti. Inoltre, Cesare ebbe un motivo in più per inaugurare il suo nuovo Foro: la sua vittoria nel 48 a.C. ai danni di Pompeo Magno, l'unico avversario che potesse impensierirlo. Ma come era composto il Foro di Cesare, considerato da tutti il primo dei Fori Imperiali? Immaginate una piazza lastricata e circondata da un porticato marmoreo composto da due file di colonne. A questo, aggiungeteci al centro una statua equestre di Cesare e, sullo sfondo, il bellissimo tempio dedicato al Venere Genitrix. Fate bene attenzione a questo aggettivo "Genitrix", cioè generatrice. Cosa significa? Qui Cesare, nell'ambito del suo disegno politico volto a dimostrare a Roma come lui, e solo lui, potesse guidare la città nei difficili momenti delle guerre civili della Repubblica di Roma, volle far discendere la sua famiglia, la Gens Iulia, direttamente da Venere. Perché? Perché Iulo (o Ascanio, come anche è conosciuto), era il figlio dell'eroe Enea il quale, a sua volta, era figlio proprio di...Venere! #Roma #Venere #archeologia #Rome#Cesare


mercoledì 30 dicembre 2015

Villa dei Quintili: la più grande del suburbio romano


Passeggiare lungo l'antico tracciato dell'Appia Antica e vedere, ad un certo punto, grandi strutture che rimandano immediatamente ad un'epoca passata, in cui ricche famiglie volevano stare nella pace dei sensi costruendosi enormi villa laddove, una volta, non c'era nient'altro che campagna e tranquillità. Un sogno ad occhi aperti? No, bensì un modo di pensare tipicamente romano, ed i Quintili non facevano certo eccezione!
Ninfeo - Villa dei Quintili
L'ingresso si trova su Via Appia Nuova, ed attualmente è gratuito. Si entra, e subito si coglie l'impatto di ciò che significava per l'antico, e nobile, romano la realizzazione di una villa di campagna. Se noi oggi amiamo tanto le ferie e rifugiarsi nelle nostre seconde case di villeggiatura, lo dobbiamo a uomini come i Quintili, che amavano tuffarsi anima e corpo nel lavoro quanto in una realtà in cui potessero riposare e nutrire lo spirito immersi nella natura e nell'arte. Il complesso della villa risale all'età adrianea, e dopo pochissimi anni tutto il terreno fu acquistato dai fratelli Quintili, ricchissimi protagonisti dell'aristocrazia romana dell'epoca. Più si era ricchi, e più si tentava di far vedere agli altri esseri umani la propria ricchezza. Per tale ragione i Quintili, potenti e soprattutto possessori grandi somme di denaro e di influenti amicizie, ampliarono di molto le strutture della villa, arrivando a realizzare diversi ambienti architettonici, tra cui le enormi aule absidate del Frigidarium, del Calidarium e del Tepidarium, i luoghi più comuni di un sistema termale, gli ambienti di rappresentanza e quelli per la servitù, senza contare il teatro marittimo ed il ninfeo. 

Come ogni villa di campagna che si rispetti, e considerando che questa è la più grande del suburbio romano, i Quintili non badarono a spese per costruire qualcosa di eccezionalmente grande e complesso: terme, stanze lussuose con tanto di mosaici ed affreschi, sale per gli ospiti e per i proprietari, addirittura un acquedotto tutto loro, facendosi realizzare privatamente un nuovo ramo dell'Acquedotto Claudio (quelle arcate che si vedono percorrendo la Via Appia). Di certo non mancavano di amicizie nelle alte sfere...
Acquedotto - Villa dei Quintili
Per concludere, torniamo all'inizio della visita, in cui si deve passare attraverso un Antiquarium, una specie di piccolo museo in cui sono raccolte alcune delle testimonianze archeologiche ritrovate durante gli ultimi scavi (i quali, comunque, furono effettuati anche nei secoli scorsi). Un modo come un altro per cominciare ad entrare, a pieno titolo, nell'opulento mondo del ricco romano, cittadino di Roma e capace di cose davvero magnifiche. Peccato però che i Quintili, oltre ad avere amicizie altolocate, si fecero anche alcuni nemici, tra cui il più temibile di tutti: l'Imperatore. E se consideriamo che all'epoca il trono lo occupava Commodo, il quale aveva sempre voglia di prendersi nuovi terreni a scapito dei senatori o dei nobili, ecco che possiamo capire perché i Quintili si godettero poco i loro sforzi finanziari. Furono uccisi e giustiziati. Triste fine per chi pensava di passare la vita in totale "otium"...

giovedì 24 dicembre 2015

La Colonna Traiana: cronaca di una guerra

La colonna marmorea che svetta nel cielo di Roma, laddove una volta sorgeva il monumentale e ricchissimo complesso del Foro di Traiano, un imperatore che con le sue gesta nei campi di battaglia si guadagnò il titolo di "optimus princeps". Un grandioso generale e politico, capace di decidere riforme sociali senza precedenti nella storia di Roma, che decise di immortalare la sua persona e le sue grandi conquiste con un monumento più unico che raro: una colonna marmorea il cui fusto è completamente circondato da rilievi che salgono, a spirale, per tutta la sua superficie. Rilievi che, una volta, dovevano essere policromi...
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Colonna Traiana
Alta 40 metri, la colonna racconta, nel vero senso della parola, la guerra contro il fiero popolo dei Daci (pressapoco abitanti dell'attuale territorio occupato dalla Romania), che da anni ormai dava molti problemi a Roma, spingendo lungo i confini. Traiano già una volta era uscito vittorioso dallo scontro con i Daci, ma non in maniera definitiva. Così, riordinato l'esercito e sempre in prima fila, l'abile condottiero, nonché già imperatore della "Caput Mundi", tornò sul terreno di battaglia, riuscendo infine a vincere la guerra e ad imprigionare il grande Decebalo, conosciuto ormai come ultimo re della Dacia.
I rilievi raccontano tutte le fasi della guerra, fasi che per i Romani erano molto ritualizzati, così da portare nei loro animi un senso di stabilità e conoscenza. E così, troviamo lungo il fusto della colonna scene di sacrifici, di cortei propiziatori, dell'adlocutio (quando il generale arringa il suo esercito), di assedi e tecniche di guerra, di strategie e battaglie, di sangue, feriti e morti. E poi vediamo il grande trionfo finale, condito dall'imprigionamento di Decebalo. Tutto realizzato con estrema finezza esecutoria, con una grande ricerca del dettaglio e del realismo. La figura del Barbaro poi, è spesso vista nell'atto penitente o impaurito, come si confaceva ad ogni nemico di Roma. Un modo per comunicare al mondo intero che non c'erano rivali per il grande Impero, e che tutti coloro che si fossero messi sulla sua strada facevano una brutta fine. 
Piccola curiosità finale. E' certo che il progettista ed il supervisore di tutto il progetto fu Apollodoro di Damasco, che Traiano ebbe modo di conoscere durante una sua campagna militare in oriente. Da anni, ormai, il geniale architetto, capace di coniugare lo stile orientale con quello latino, collaborava con l'optimus princeps. Ma a lui si affiancarono tante maestranze, ognuna specifica e peculiare. Così lavoravano fianco a fianco il maestro dei piedi con quello delle mani, il maestro dei soldati con quello dei barbari, oltre al maestro dell'imperatore, incaricato di raffigurare il sovrano dove era necessario. Un bel lavoro in team che Traiano stesso volle celebrare, oltre che per altre motivazioni, imponendo nel suo testamento l'inserimento delle sue ceneri (e quelle della moglie), nel basamento della colonna. Oltre che strumento di propaganda, dunque, anche tomba...