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venerdì 22 gennaio 2016

Colonna di Marco Aurelio

La #ColonnadiMarcoAurelio svetta su Piazza Colonna, da sempre uno dei centri nevralgici della città. Fino a poco più di un secolo fa, infatti, attorno alla colonna celebrativa sorgevano molte fornaci per la torrefazione del caffè, trasformatesi poi in caffè veri e propri in cui, per la prima volta a Roma, delle donne vestite da cameriere servivano ai tavoli! 



Il tutto, attorno a questo monumento eretto in memoria dell'imperatore Marco Aurelio che sconfisse popolazioni germaniche, riportando l'ordine e la pace a Roma. Un monumento propagandistico composto da fregi marmorei che girano a spirale lungo il fusto della colonna, rappresentando scene e fasi, a volte standardizzate, della guerra e della sua preparazione. Come la precedente Colonna Traiana insomma, una vrea cronistoria il cui intento non era solo quello celebrativo. Infatti si voleva riportare fiducia nel popolo, così preoccupato per la discesa di tribù e popolazioni ritenute indegne, rozze ed incivili. Un modo architettonico e marmoreo (e probabilmente anche policromo), di riportare la giusta tranquillità al cuore dell'Impero. #greatbeauutyrome #Roma #colonna #caffè #storia#monumento #Rome

mercoledì 20 gennaio 2016

Una Domus a Roma

Le #DomusRomane al #Celio sono un complesso di strutture ed edifici sviluppatesi dal II secolo d.C. fino alla realizzazione della prima basilica cristiana della zona, sorta nel IV secolo d.C. Inizialmente botteghe che affacciavano tramite arcate sulle strada, poi casa nobile, arricchita ed abbellita di pitture parietali ed ambienti, come il ninfeo, davvero eccezionali, fino a giungere alla costruzione della basilica sovrastante, (poiché le Domus Romane sono sotto il piano di calpestio del luogo di culto), che da allora si è sviluppata, dedicandola in seguito ai SS Giovanni e Paolo (due soldati cristiani martirizzati sotto Diocleziano).

Un esempio perfetto della stratificazione di Roma, di quel passare del tempo che ha portato un'area dall'essere un luogo di commercio ad uno privato, fino a diventare una delle chiese più grandi della città. Il Celio, inoltre, ha da sempre rivestito un ruolo importante nel tessuto urbano della Roma antica, con i suoi mitrei e le caserme dei militari, per non parlare dell'estrema vicinanza al luogo simbolo per eccellenza, come il Colosseo.




Un complesso di pitture parietali che attestano la volontà artistica dei Romani, protesi sempre verso una ricerca di superfici nuove su cui proiettare i loro sogni e desideri, tra finte murature e decorazioni varie. Insomma, ambienti tutti da scoprire! :-) #Rome #domus #Roma #sotterraneo #chiesa #ninfeo

lunedì 18 gennaio 2016

Una prospettiva davvero geniale!

Sarebbe bello appoggiarsi a quella #balaustra ed ammirare la città di #Roma ...peccato che è "solo" una falsa prospettiva! Siamo nella "Sala delle Prospettive", nella bellissima #VilladellaFarnesina , un edificio adibito a residenza privata estiva e realizzata agli inizi del '500 da Baldassare Peruzzi, seguace di Raffaello (che ha decorato anche una sala all'interno di questa splendida villa), per Agostino Chigi, il potente banchiere dell'epoca. In particolare, a parte il resto della villa che consiglio di visitare e di cui magari pubblicherò altro, mi soffermo su questa veduta della città: con questa foto si può capire pienamente il concetto di #prospettiva e di falsa profondità, soprattutto quando il soggetto sono panorami o elementi architettonici. Tutto qui è dipinto sul muro: dalle colonne con capitelli dorati alla nicchia con la statua. Il senso della profondità, raggiunto nel Rinascimento italiano attraverso lo studio intensivo dei corpi, dell'atmosfera e dell'occhio umano tra le altre cose, sta raggiungendo la sua piena maturità. E qui Baldassare Peruzzi, lui è l'autore, ce ne dà un grandioso assaggio! Quanto è bello potersi tuffare in una realtà altra, in un mondo in due dimensioni di cui si può riconoscere forse qualche scorcio... #Rinascimento #arte #Rome #profondità



sabato 16 gennaio 2016

Una tomba a forma di forno...

Questa tomba della tarda età repubblicana si trova a#Roma , proprio davanti a #PortaMaggiore , sulla Prenestina. Sembra un forno vero? E non è un caso, poiché ad erigerla fu un certo Eurisace, un fornaio che fece però fortuna poiché fu il fornitore dell'esercito romano. E quale modo migliore per sottolineare il suo reddito e la sua importanza che farsi costruire una tomba che ricordi la sua attività? :-) 

Realizzare un monumento così grandioso proprio nel punto in cui a confluirono sono ben due strade, la Prenestina e la Casilina, fa comprendere lo status social e la fortuna raggiunta di questo lavoratore. Come sempre accadeva, la sepoltura e ciò che doveva rimanere ai posteri doveva rappresentare la vita ed il lavoro del defunto. Ed Eurisace non si fece pregare, quando dovette scegliere la casa del suo eterno riposo.



All'epoca era una prassi comune realizzare tombe monumentali, soprattutto lungo le grandi ed importanti via di comunicazione. Vi era una grande competizione sociale ed un grande volontà di autocelebrare la propria persona. Il successo personale, infatti, era il lasciapassare per una vita agiata che, di riflesso, portava vantaggi non solo a se stessi, ma anche all'intera famiglia di appartenenza. Oggi parleremmo di reputazione, un concetto che gli antichi romani tenevano molto in considerazione. #Rome #tomba #Eurisace #sepolcro#fornaio #forno 

giovedì 14 gennaio 2016

Il messaggio marmoreo di Augusto: l'Ara Pacis

Foto di un rilievo di uno dei fronti della celeberrima #AraPacis, che bene mostra tutto il simbolismo e la volontà politica insita nel monumento fortemente voluto da Augusto. Il princpes voleva essere dipinto, e su questo fu aiutato dai suoi ricchi amici e dai poeti di "corte", come l'uomo capace di portare Roma fuori dalle guerre civili, dandole nuova stabilità, nuova pace, nuovo volto. Il tutto, nel pieno rispetto delle istituzioni, della storia e del diritto di Roma, la cui tradizione mai doveva essere calpestata.



L'Ara Pacis non è altro, dunque, che uno strumento di propaganda con cui Augusto, attraverso rappresentazioni figurative che i romani ben conoscevano, e che rimandavano alla divina origine di Roma, poteva trasmettere il suo messaggio di stabilità e di rinnovata abbondanza per il neonato Impero, figlio di un periodo turbolento come la Repubblica.

La volontà di Augusto era quella di far tornare in auge il cosiddetto "mos maiorum", due parole che contengono tutte le indicazioni per poter essere un vero romano: coraggio, forza, costanza, pragmatismo, lavoro, sacrificio per la famiglia ed il territorio, rispetto delle leggi e delle regole.

E cosa vediamo qui, su questo rilievo? La figura di una donna e di due bambini (pace), attorniati da piante e frutti di ogni genere e tipo (abbondanza), ed inseriti in un ambiente bucolico e rupestre, a simboleggiare la fertile e conosciuta terra di Roma (stabilità). #Augusto sapeva il vero significato di #propaganda! #Rome #Roma #altare #marmo #pax

martedì 12 gennaio 2016

La Fontana del Nettuno: un'altra bellezza di Piazza Navona

Dettaglio della Fontana del Nettuno, probabilmente la fontana meno famosa di Piazza Navona: come la sua quasi gemella Fontana del Moro, inizialmente essa era costituita da una vasca mistilinea (con linee curve e rette che si alternano) sormontata da una piccola vasca rettangolare utilizzata come...abbeveratoio per cavalli! (ne possiamo vedere un esempio a Villa Borghese, ma questa é un'altra storia...). 



Siamo alla fine del '500. Questa povera fontana, però, non fu investita dalla ventata fresca ed innovatrice di Papa Innocenzo X, che volle riammodernare tutte le fontane della piazza, che lui considerava un po' come il giardino di famiglia (secondo le cronache arrivò anche a riempire la piazza d'acqua per organizzare finte battaglie navali, e non solo). I bei gruppi scultorei che oggi adornano la fontana, resa nelle forme identiche alla sua quasi gemella Fontana del Moro, e che rappresentano Nettuno con ninfe a cavalcare animali marini, sono del XIX secolo! #Roma #fontana#PiazzaNavona #foto #Rome

venerdì 8 gennaio 2016

San Carlo alle Quattro Fontane: le linee di Borromini

Foto della Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, nei pressi del #Quirinale. Un luogo di culto fantastico, pensato, elaborato e realizzato da Borromini! Fu con questo progetto, il suo primo in solitario, che l'artista si fece conoscere a #Roma!




La pianta é una sorta di ellisse con gli angoli smussati, che si protrae verso l'alto con assoluta armonia geometrica e visiva. Borromini qui dimostra la sua sapienza nell'uso del modulo di tipo geometrico, con il quale tirava su edifici fantastici! Da notare anche il chiostro, che segue l'andamento della chiesa ad esso annessa! Una citazione per la #cupola, un trionfo del Barocco romano, con i suoi cassettoni a forme variabili.



Oltre a tutto ciò, però, c'è da dare un'occhiata anche alla facciata della chiesa, una facciata che è la sintesi perfetta dell'architettura di Borromini, così basata sulle linee curve e morbide e sul loro ritmo da far sembrare ogni superficie dura malleabile come burro.



Che dire? Vale una visitina no? ;-)

mercoledì 6 gennaio 2016

Il Galata Suicida: capolavoro assoluto!

Questo è il "Galata Suicida", uno dei capolavori, tra i più celebri, del già citato (in altri post), #PalazzoAltemps, una delle sedi del Museo Nazionale Romano. Oggi mi soffermo su questo gruppo scultoreo, con una forte accentuazione espressiva data dai gesti, dal movimento, dal momento catturato ed intrappolato nell'eternità del marmo. Un emozione espressa da ogni singolo granellino di questo nobile materiale.


Rappresenta un guerriero in procinto di uccidersi, dopo aver posto fine alla vita della moglie. Un atto per lui eroico, incapace di considerarsi uno schiavo o un prigioniero dell'esercito vincitore. Questo dramma venne immortalato dal re Attalo di Pergamo, città stato dell'Ellade greco, che decise di commemorare e celebrare la sua vittoria sui Galati commissionando quest'opera (e non solo... ai Musei Capitolini abbiamo anche un gruppo scultoreo denominato "Galata Morente"). Che dire di più? Nulla, se non trovare occasione ammirarlo e rimirarlo! Conviene, anche dal punto di vista economico!

lunedì 4 gennaio 2016

La Tastiera Borghese: un doppio balcone a Roma

Questa è la #Tastiera di #PalazzoBorghese. Un particolarissimo balcone che si affaccia su Via di Ripetta, a pochissimi passi dall'Ara Pacis. Si tratta di un artificio architettonico molto strano, poiché si compone di due balconi sovrapposti: il primo, sempre chiuso da persiane, con l'elegante balaustra e le colonne a sostegno, mentre il secondo balcone, più piccolo, presenta una balaustra sorretta da elementi portanti più rifiniti e decorati.


Infine, anche se dalla foto forse si vede poco, da notare l'albero che sormonta tutta la struttura, sistemata al centro del secondo balcone. Non è un caso che la Tastiera, realizzata tra le fine del '500 e l'inizio del '600, quando Camillo Borghese comprò il cinquecentesco palazzo restaurandolo, fa parte di una delle Quattro Meraviglie della Roma del Rinascimento, insieme al portale di Palazzo Sciarra Colonna, al Dado Farnese ed allo Scalone di Palazzo Ruspoli! (in futuro parlerò anche di questi :-)) #Roma #Rome 

sabato 2 gennaio 2016

Cappella di Sant'Elena: la Vera Croce è qui...

Una Cappella davvero magnifica, il fulcro di tutta la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme. La Cappella dedicata alla madre di Costantino, colei alla quale si deve la costruzione della basilica e, soprattutto, la scoperta della Vera Croce, quella sulla quale fu crocefisso Gesù. Ma andiamo con ordine...

Elena fu, come il figlio Costantino, folgorata da questa vecchia/nuova religione, quel Cristianesimo che aveva attecchito ormai tra la popolazione di Roma, ma anche tra le elite della società romana. Un giorno, Elena decise di recarsi in Terra Santa per una sorta di pellegrinaggio. Il suo vero obiettivo, però, era cercare il Golgota, la collinetta sulla quale Gesù ed i sue ladroni furono condannati a morire. Scoprì un vecchio che asseriva di conoscerne l'ubicazione, un uomo che non voleva parlare ma che fu costretto a farlo sotto tortura. Elena cominciò a scavare e trovò vari pezzi di legno. Quali tra essi appartenevano alla Vera Croce? Bisognava fare una sorta di test, e secondo la tradizione fu proprio questo che fece Elena. Ordinò di portare un cadavere nella zona. Poi, la stessa donna prese vari pezzi di legno, e cominciò a toccare il corpo morto, fino a che al tocco di un pezzo il corpo si rianimò, resuscitando a nuova vita. Fu così che Elena tornò a Roma portandosi alcuni frammenti della Vera Croce, compresa una porzione di terra del Golgota (oggi conservata sotto la statua della santa).


Infine, per ritornare alla Cappella, da citare il magnifico mosaico cinquecentesco, realizzato da Baldassarre Peruzzi, raffigurante il volto sorridente di Gesù all'interno di un tono, retto ai lati da altri quattro tondi. Il tutto, su un fondo dorato che dona una sensazione di preziosa contemplazione...