Una foto un po' dark del #Pantheon, utile per raccontare un paio di leggende su di esso e l'antistante piazza, chiamata della Rotonda. Partiamo dall'obelisco che oggi svetta maestoso: rispetto ad altri obelischi in città é più basso, e questo perché esso proviene dal Tempio di Iside, un luogo di culto che sorgeva lì vicino e che aveva una fila di piccoli obelischi e di sfingi come decorazione. Altra curiosità sulla piazza, che si trova 13 metri sotto il livello del mare. Perciò era una delle zone più colpite dalle inondazioni del Tevere...e poi una leggenda sul Pantheon! Il famoso foro presente sulla magnifica cupola, sarebbe stato generato da un grande demone, il quale dovette fuggire in fretta e furia dal Pantheon, che aveva scelto, insieme a suoi compari, come abitazione! :-) Perché fuggì? Perché il Pantheon fu trasformato in basilica cristiana... #Rome #tempio#basilica #Satana #Tevere #Iside #Roma
Gli angoli ed i monumenti più appariscenti e più sconosciuti di Roma. Un piccolo blog scritto da me, una guida turistica abilitata nella Provincia di Roma, in cui raccontare la straordinaria bellezza della città!
mercoledì 6 aprile 2016
Leggende sul Pantheon...
Ubicazione:
Via del Pantheon, 00186 Roma, Italia
lunedì 4 aprile 2016
Il capolavoro di Caravaggio
Questo è una delle opere di #Caravaggio esposte nelle sale del Museo di Villa Borghese, che consiglio vivamente di visitare: all'interno, infatti, troverete capolavori di inestimabile valore, da statue del Bernini e del Canova e dipinti di Raffaello (solo per citare i più famosi). In questo quadro, Caravaggio rappresentò Davide contro Golia, o meglio il successo del primo contro il secondo, la cui testa pende dalla mano del giovane Re. Notiamo lo stile di Caravaggio nei chiaroscuro e nello sfondo nero, da cui si staglia la figura di Davide, visto come un giovane il cui aspetto sembra quasi quello di un uomo svogliato e disgustato, alla vista della testa che ha in mano. Ed è qui che dobbiamo focalizzare l'attenzione: questa testa mozzata, che per dimensioni prende parte del quadro e dell'attenzione, è vista nell'atto di urlare di dolore e sofferenza. Nonostante la morte, sembra ancora viva nel suo atteggiamento di pena. E volete sapere chi fu il modello scelto per realizzare Golia? Caravaggio stesso! Il volto, infatti, è il suo. Quest'opera fu realizzata dall'artista durante la sua fuga da Roma, a seguito del fatto di cronaca che lo vide protagonista (uccise un uomo, anche se le circostanze non sono chiarissime). Lui voleva tornare a #Roma , e cercava in Scipione Borghese un protettore. Il cardinale era il proprietario della villa, ed era famoso per essere un uomo colto e protettore delle arti (e degli artisti). Per questo Caravaggio chiese aiuto al potente uomo, spedendogli questa tela. Ma non riuscì nel suo intento... #VillaBorghese #arte #Rome #quadro#Davide #Golia
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Ubicazione:
Villa Borghese, 00197 Roma, Italia
venerdì 1 aprile 2016
Il cippo di Enea
Andate nella sezione epigrafica del Museo delle Terme di Dicoleziano, e soffermatevi su questi, apparentemente, anonimi blocchi di pietra. Questo cippo, invece, ci raccontano una lunga storia, decantata da poeti e scrittori, Virgilio in primis: é la storia di Enea, dal quale partì la discendenza che fonderà Roma! Eh sì, perché in questo cippo troviamo una dedica ad Enea, colui che fuggendo da Troia, appena distrutta con lo stratagemma del Cavallo, con l'aiuto della dea Venere, sua madre, sbarcò nelle coste del Lazio. Lì entrò in contatto con le popolazioni locali, alcune bellicose altre amiche. Fatto sta che Enea, giunto nel Lazio insieme al figlio, con la sua sposa lì trovata, la celebre Lavinia, sopravvisse e fece modo che suo figlio Iulo, fondasse una nuova città: Alba Longa. E saranno proprio i discendenti del primo re di Alba Longa che fonderanno Roma (Romolo vi dice qualcosa?). Perciò Enea per i Romani divenne una vera divinità, con tanto di altari, templi e cippi con dediche e preghiere... #Rome #cippo #Roma #Enea #Romolo
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mercoledì 30 marzo 2016
Il Galata Morente
Uno dei capolavori dei Musei Capitolini! Questo è il "Galata Morente", facente parte di un gruppo scultoreo di cui abbiamo un altro grandioso esempio nel "Galata Suicida", conservato a Palazzo Altemps. Se andate a Palazzo Nuovo non potete non passare per la sala in cui è conservata quest'opera straordinaria per dettaglio, espressività ed anima. Vediamo un uomo ferito e, soprattutto, sofferente. Il suo volto esprime tutto il dolore del momento, e a posa plastica ma stanca del corpo non fa altro che accentuare il tutto. La statua rappresenta un Galata, membro della popolazione dei Galati che tanti problemi diedero al Re Attalo di Pergamo, città-stato greca dell'Asia Minore. Quando Attalo vinse la guerra, si fece realizzare un grandioso monumento commemorativo e celebrativo, in cui rappresentò la sua vittoria e, contemporaneamente, la grande sconfitta subita dai nemici (anche i Romani ebbero questa abitudine, basti pensare ai Barbari). Questa statua è una copia di epoca romana di un originale in bronzo del III secolo a.C. A parte la sua storia, non si può non rimanere estasiati da quanto il pathos e la drammaticità del momento sia stato catturato, e quasi imprigionato, in questo bianchissimo marmo... #Roma#MuseiCapitollini #museo #Rome #Galata
lunedì 28 marzo 2016
Marforio, l'Oceano di Roma
Ecco a voi la foto di Marforio, la grande statua che si trova nel cortile d'ingresso di Palazzo Nuovo, uno dei palazzi che costituiscono il polo museale dei Musei Capitolini, sul #Campidoglio . La statua rappresenta Oceano, e non è una cosa strana per la cultura romana: difatti, la religione dell'antica Roma prevedeva la personificazione e l'umanizzazione degli elementi naturali, laghi, mari ed oceani compresi. Quando vediamo un uomo anziano, con la barba, disteso su un braccio a decorazione, spesso, di una fontana, stiamo certi che ci troviamo di fronte la statua raffigurante una personalità marina o fluviale. In più, questa scultura, chiamata popolarmente Marforio, ha una sua peculiarità: è, infatti, una delle statue parlanti di Roma, che nel corso dei secoli tanto hanno "parlato" (attraverso fogli di carta attaccati ad esse), con versi satirici e non solo, nei confronti dei potenti di turno (che fossero Papi, Re o politici). E avrebbe ancora tanto da dire... #Rome #Rome #statua #MuseiCapitolini#PalazzoNuovo #Oceano
sabato 26 marzo 2016
La bellezza di San Clemente
Questo in foto è il meraviglioso catino absidale della Basilica di San Clemente, situata non lontana dal#Colosseo . La Basilica è antica, essendo sorta già attorno al V secolo sopra i resti di una precedente domus romana. Ma ciò che più conta è che, nel corso del '200, quando la basilica era semidistrutta causa razzie, saccheggi ed incuria, una grande opera di ricostruzione fu avviata, donando alla Basilica la quasi totalità del suo attuale aspetto. In particolare, l'abside fu decorata a mosaico da Jacopo Torriti, artista che ha firmato, tra l'altro, il mosaico absidale di Santa Maria Maggiore. Nel caso di San Clemente, troviamo una croce che sorge da una rigogliosa vegetazione, il tutto circondato da numerose spirali simili a tralci di vite. Tutto ciò simboleggia la vita, esistente grazie alla Croce (la Chiesa) ed a Gesù stesso. Una vita sottolineata dalle spirali, simbolo di ciclicità ed eternità, e dal vino stesso, un elemento già ricorrente nella cultura pagana di #Roma antica. Sotto abbiamo l'Agnello di Dio (l'agnello centrale con l'aureola), e sopra, a fianco del tondo con Cristo, i simboli dei 4 Evangelisti! Un'opera, dunque, davvero eccelsa!
giovedì 24 marzo 2016
Il Foro di Augusto
Foto del #ForodiAugusto, la piazza pubblica voluta dal princeps di #Roma per dare alla città un segno della sua benevolenza e...non solo! Immaginate una grande piazza lastricata in marmo, circondata da una fila di colonne e fiancheggiata da due enormi esedre (sezioni semicircolari) che ospitavano delle statue di Romolo ed Enea (progenitori dei Romani). Inoltre sullo sfondo il Tempio di Marte ricordava a #Roma l'importanza della guerra come motore sociale e necessità per portare la civiltà ovunque. Un messaggio chiaro al nuovo Impero di Roma. Infine, piccola curiosità: dietro il tempio sorgeva, e si vede ancora, un grande muro che divideva l'area del Foro dalla Suburra, il quartiere più popoloso, e pericoloso, di Roma. Un modo come un altro per evitare che i numerosi incendi che scoppiavano nella Suburra arrivassero nel Foro. Ma, anche, un chiaro simbolo di demarcazione sociale... #Rome #Augusto#Impero #archeologia
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Ubicazione:
Roma, Italia
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